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giovedì 16 gennaio 2014

Spathiphyllum

Questa pianta la si trova in tutte le case italiane, sarà perchè è indistruttibile, sarà per i bellissimi fiori bianchi, sarà perchè si trova su ogni bancarella ma è diffusissima.

E' una di quelle piante che mi vivono meglio in ufficio che a casa, la pianta che ho in ufficio anni fa riusì a farmi una ventina di fiori contemporaneamente.

E' una pianta idrovora! Tengo il vaso in una bacinella che riempio d'acqua due volte alla settimana e lei mi ricambia con foglie verdissime e spate bianche giganti, tanta luce per avere una buona fioritura (ma poi qual'è la pianta che vuole il buio per fiorire???)

Ecco la fioritura di oggi:


Questa la troviamo anche su Wikipedia italiana che ne parla così:
Spathiphyllum - genere delle Araceae Juss., sottofamiglia delle Monsteroideae, tribù delle Spathiphylleae, comprende circa 30 specie tropicali dalla forma elegante, che raggiungono il metro di altezza, con i fiori riuniti in uno spadice avvolto in una spata bianca o verdastra, note col nome comune di SpatafilloSpatifillo o anche Pianta cucchiaio per la caratteristica forma della spata floreale.
La loro particolarità è la totale mancanza di fusto: le foglie crescono infatti direttamente da un rizoma sotterraneo.
Tra le specie coltivate citiamo lo Spathiphyllum floribundum originario di Colombia, Ecuador, Panama e Venezuela, pianta perenne alta da 30 a 60 cm; lo Spathiphyllum wallisi originario di Panama, pianta perenne alta da 50 cm a 1,2 m a seconda della varietà, ha foglie lanceolate di colore verde-vivo lunghe circa 10-15 cm con un lungo e robusto picciolo di circa 15 cm, i fiori primaverili-estivi sono riuniti in una infiorescenza giallastra a spadice avvolta da una spata di colore bianco, in cima ad un peduncolo lungo fino a 50 cm.

Uso[modifica | modifica sorgente]

Come pianta ornamentale in vaso negli appartamenti.

Metodi di coltivazione[modifica | modifica sorgente]

Richiede ambienti caldo umidi e ombreggiati con temperature minime invernali non inferiori ai 12 °C, nella bella stagione concimare 2 volte al mese con fertilizzanti liquidi, frequenti annaffiature estive, diradate d'inverno, spruzzature quotidiane delle foglie, rinvasare ogni 2-3 anni usando terriccio universale misto a torba, per gli individui di grandi dimensioni si preferisce praticare una potatura delle radici anziché rinterrare.
Si moltiplica con la semina o la divisione dei cespi in primavera

Avversità[modifica | modifica sorgente]

  • L'eccesso di ristagno idrico provoca l'ingiallimento delle foglie
  • L'esposizione ai raggi solari diretti provoca macchie necrotiche sulle foglie esposte
  • Gli ambienti troppo umidi e con basse temperature possono favorire i marciumi radicali causati da funghi
  • È sensibile ad attacchi di afidi, acari e cocciniglia farinosa

Specie[modifica | modifica sorgente]

Il genere Spathiphyllum Schott comprende le seguenti specie:
  • Spathiphyllum cannifolium (Dryand.) Schott
  • Spathiphyllum cochlearispathum (Liebm.) Engl.
  • Spathiphyllum floribundum (Linden & André) N.E. Br.
  • Spathiphyllum grandifolium
  • Spathiphyllum hybrid
  • Spathiphyllum patinii (Mast.) N.E. Br.
  • Spathiphyllum wallisi Regel

mercoledì 15 gennaio 2014

Ceropegia Woodii, questa sconosciuta

In questo periodo invernale così povero di immagini esterne dell'orto dei colori vi parlo un po' di piante da interno note e meno note.

Oggi è la volta della Ceropegia Woodii.

E' un'esilissima liana che dai nodi forma piccoli tuberi dal quale partono nuove piante.
Il modo migliore per coltivarla è in cesti appesi in un ambiente non troppo secco ma luminoso, ma si sa, non sempre è possibile appendere cesti in casa e tanto meno in ufficio, quindi la mia è in un sottovaso in terracotta appoggiato a mo' di giardino zen sulla scrivania e i lunghi fusti li arrotolo su loro stessi.


Ha delle foglioline a cuore simili a quelle del ciclamino ma molto piccole.

Wikipedia italiana non la cita mentre la versione inglese la descrive così:

Ceropegia woodii

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera

Ceropegia woodii è una pianta fiorita in genere Ceropegia ( Apocynaceae ), originaria del Sud Africa , Swaziland eZimbabwe . A volte è trattata come una sottospecie della relativa Ceropegia linearis, come C. linearis subsp. woodii. 
La specie è stata scoperta nel 1881 da John Medley legno , curatore del Giardino Botanico di Durban , appeso da rocce Groenberg in Natal a un'altitudine di 1800 metri. Tredici anni dopo, nel 1894, ha inviato una pianta viva a Kew .Il suo finale abitudine, aspetto pulito e la tolleranza di abbandono, ha reso una pianta ideale per vasi sospesi.L'impianto che era stato inviato a Kew successivamente fiorito, fornendo il materiale per Piatto 7704 di Botanica Magazine Curtis pubblicato nel 1900. L'artista botanico prolifico Matilda Smith ha preparato il piatto, mentre il tassonomo Kew NE Brown ha prodotto una dettagliata descrizione, nominando la pianta del suo scopritore. [1]
Si tratta di un sempreverde succulento finale vite che cresce a 10 centimetri (3,9 pollici) di altezza e si estende a raggiungere fino a 2-4 metri (6 ft 7 in 13 ft 1 in) di lunghezza. Le sue foglie sono a forma di cuori, di circa 1-2 cm e lunghi. Se esposto alla luce sufficiente hanno un colore verde intenso, in condizioni di illuminazione insufficiente le foglie sono di colore verde pallido. Con l'età si sviluppa un legnoso chioma alla sua base. Le radici, e, occasionalmente, i gambi, spesso sviluppare tuberi. Sul steli queste forma ai nodi e sono probabilmente il motivo per il nome comune di vite rosario.
Il fiore è in forma generale simili a quelli di altre specie Ceropegia. La corolla cresce fino a 3 cm di lunghezza ed è una colorazione mista di bianco sporco e pallido magenta. I cinque petali sono un profondo viola.

martedì 14 gennaio 2014

Un po' di blu con la Saintpaulia o Violetta Africana

E quando uno è costretto a stare in ufficio invece che nel proprio orto si aggiusta con un vasetto sulla scrivania.

Questa è una Saintpaulia o violetta africana che rallegra la vista in questi giorni. Non è così semplice far rifiorire queste tenere pianticelle una volta finita la fioritura dell'acquisto.
Questa pianta per rifiorire ha bisogno di ricevere luce intensa ma non luce del sole che la brucerebbe.
Nel mio caso ho sulla scrivania la lampada da tavolo con una lampadina a led piuttosto potente e da quando l'ho messa lì sotto nel giro di un mese è rifiorita e ha un sacco di boccioli


Viene chiamata violetta africana ma con le viole non ha alcuna parentela.

Wikipedia ne parla così
Saintpaulia è il nome di un genere di piante della famiglia delle Gesneriaceae originarie dell'Africa.
Il genere prende il nome dal barone Walter Von Saint Paul-Illaire, il quale scoprì nel 1892 la specie più nota, la Saintpaulia ionantha, proveniente dalla Tanzania, più precisamente dalle montagne dell'Usambara. È stata chiamata violetta africana pur non avendo alcun rapporto di parentela con il genere Viola, ma semplicemente per le sembianze della pianta e per la zona d'origine della specie.
Questa specie ha avuto un grande successo come pianta d'appartamento, poiché non ha particolari esigenze di coltivazione e produce abbondanti e durevoli fioriture, doti assai rare tra le piante d'appartamento. In commercio esistono innumerevoli ibridi con fiori di vari colori tra cui biancorosa, viola eblu. Il colore bianco dei fiori può cambiare in rosa durante la fioritura.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Le Saintpaulia crescono orizzontalmente (sono piante praticamente acauli), formando una rosetta di foglie che continua a svilupparsi dal centro. Le foglie sono verde scuro nella pagina superiore e rosa nella pagina inferiore. Sono tondeggianti o leggermente frastagliate e sono sempre ricoperte da una fine peluria vellutata.
Le infiorescenze a cima bipara compaiono durante tutto l'anno dal centro della rosetta delle foglie. I piccoli fiori sono delicati ma la fioritura di un singolo stelo è molto duratura in quanto ai vecchi fiori si sostituiscono rapidamente i nuovi che sbocciano in successione.
Il fiore di Saintpaulia ha una forma semplice: è composto da cinque petali molto colorati in mezzo ai quali si notano le antere, di solito di colore sgargiante rispetto ai petali.

Metodi di coltivazione[modifica | modifica sorgente]

Le Saintpaulia prediligono una buona illuminazione ma non sopportano i raggi solari diretti che possono rovinare gravemente le foglie.
Crescono meglio in un terreno relativamente asciutto, tra un'annaffiatura e l'altra è necessario quindi attendere che il substrato si asciughi moderatamente. Per questo motivo è molto importante, quando è possibile, innaffiare la piantina dal basso riempiendo il sottovaso con un dito d'acqua (meglio se povera di sali), aspettando circa una decina di minuti e in seguito eliminando l'acqua in eccesso. Evitare di bagnare foglie e fiori che possono macchiarsi e marcire. Per spolverarle è consigliabile usare un pennello morbido asciutto.

Talea radicata

Moltiplicazione[modifica | modifica sorgente]


Ingrandimento di polline diSaintpaulia
Si possono riprodurre per talea fogliare. Si preleva una foglia sana, tagliandone il picciolo alla base e e la si fa radicare in acqua o, preferibilmente, in terra. Se necessario, si potrà ridurre l'evaporazione eccessiva aiutandosi con un foglio o una busta di plastica trasparente. Dopo che la foglia avrà messo radici, produrrà un intero esemplare partendo dalla base del picciolo reciso. Dovrebbe arrivare alla fioritura nel giro di circa di otto mesi.

Malattie e parassiti[modifica | modifica sorgente]

In generale, le Saintpaulia sono piante abbastanza robuste e vengono raramente attaccate da insetti parassiti.
La minaccia più importante è invece data dagli attacchi fungini che in generale si presentano in casi di elevatissima umidità ambientale e del substrato, mancanza di ventilazione e di luminosità. È importante prevenire questi attacchi dosando molto bene le innaffiature e l'umidità ambientale.
In caso di attacco da marciume radicale (provocato da Fusarium, da Thielaviopsis basicola e Phytium) i primi sintomi sono macchie marroni sulle foglie che si espandono e portano al rapido deperimento della pianta. Le zone limitrofe al colletto e al picciolo potrebbero essere attaccate dal Botrytis cinereacausando la muffa grigia tipica di questo crittogame.
In caso di attacco crittogamico eliminare subito le parti colpite e trattare con prodotti anticrittogamici specifici contro l'agente patogeno.
Ricordarsi sempre che le foglie vellutate si macchiano se vengono bagnate, quindi la somministrazione dei fitofarmaci dovrebbe evitare la vaporizzazione di soluzioni sulla pianta.

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