mercoledì 17 giugno 2026

L'avventura delle magnolie grandiflora del Nik dalla raccolta semi alle piante da crescere.

 Un post riassuntivo sulla semina delle magnolie grandiflora, 9 mesi di storia.

Le piante madri le seminò mio papà una sessantina di anni fa sul balcone di Torino dove abitavamo allora.

Un albero nato e cresciuto partendo dal seme da tutta un'altra soddisfazione rispetto agli alberi da vivaio.

Non so se avrò ancora il tempo di vedere crescere in modo adeguato, ma nell'autunno 2025 mi son messo a raccogliere semi di Magnolia Grandiflora e Thuja per provare a seminare.

Per le magnolie a ottobre ho raccolto le pigne estraendo delicatamente i semi rossi, li ho ripuliti dalla polpa e li ho vernalizzati mettendoli in frigorifero per un paio di mesi con della sabbia umida.




A bagno 12 ore per staccare la polpa e poi paiono noccioline!




La difficoltà di queste semine è che i semi dí Magnolia vanno liberati dalla polpa rossa immergendoli qualche ora in acqua, poi entrambi i semi vanno sistemati in sabbia umida e devono restare un paio di mesi al freddo quindi farò una vernalizzazione forzata in frigorifero.
Dopodiché si procederà alla semina in luogo luminoso 20° e dopo 4/8 settimane potranno nascere le piantine.
Un appassionato di verde pensa sempre al futuro.

Seminati in vaso il 22 febbraio 2026 al 20 aprile sono nate.



Appena nascono la parte radice è piuttosto fittonante, e lo sviluppo della radice è maggiore della parte aerea, ho tolto quella secca della foto successiva e la rafice era il doppio della parte esterna.

Al 20 maggio erano così:


Ed eccoci ad oggi, 17 giugno con la vegetazione abbastanza ferma ma molto sana.


Aggiornerò questo post nel tempo con la crescita delle ragazze!

sabato 23 maggio 2026

Potiamo e moltiplichiamo la rosa Zephirine Drouhin

 E' fine maggio le rose iniziano a sfiorire, la Zephirine Drouhin, non è da meno, quest'anno non l'avevo potata ed è diventata così abbondante da ostruire il passaggio dell'arco per l'accesso alla Rotonda.

Stamattina ho preso le forbici e via con un taglio strategico per ripristinare il passaggio.

A quel punto mi sono trovato con una montagna di rami freschi, si trattava di decidere se smaltirli o riutilizzarli, quindi ho provato a fare talee per moltiplicarla.


Come vedete passaggio ostruito, ma chi se la sentiva di aprire il varco durante la fioritura?


Finalmente stamattina ho dato il taglio!

A fine maggio i rami sono abbastanza maturi da non collassare, ma ancora biologicamente attivi: è il compromesso ideale per la formazione delle nuove radici.


Chilate di rami, ho scelto rami dell'anno e li ho tagliati di netto lasciando una minima porzione di ramo vecchio: è in quel punto che radicano più facilmente essendo ricche di micro gemme.
Alla base delle gemme latenti si trovano zone meristematiche predisposte alla rizogenesi avventizia.


I rametti sono una cinquantina, avrei potuto ricavarne di più, ma anche se ne attecchisse una percentuale bassa andrebbe bene ugualmente



Il particolare del punto di taglio, ho inumidito i tagli,


Un leggero tuffo in ormone radicante per aiutarle.
L’ormone radicante non crea radici dal nulla: accelera e amplifica una capacità già presente nei tessuti meristematici della pianta.

Una nota che non è farina del mio sacco:

Tecnicamente il processo avviene così:

  1. L’auxina penetra nei tessuti della talea
    soprattutto nella zona ferita o nel nodo.
  2. Le cellule parenchimatiche si dedifferenziano
    tornano cioè a uno stato “embrionale” o meristematico.
  3. Si formano i primordi radicali
    piccoli gruppi cellulari organizzati che diventeranno radici.
  4. I primordi emergono come radici avventizie
    attraversando corteccia ed epidermide.

Nelle rose la presenza dei nodi è fondamentale perché lì esistono già tessuti con elevata competenza rizogenica.




Un leggero colpetto per eliminare la polvere in eccesso


Le foglie residue mantengono una moderata attività fotosintetica e contribuiscono alla produzione endogena di auxine, indispensabili per l’induzione dei primordi radicali.

Ed ecco le talee pronte per essere interrate


Il terriccio è molto leggero, un mix che altre volte ha funzionato bene: un terriccio da cactacee perché ha un buon rapporto sabbia/torba, una manciata di terriccio da orto, un po' di perlite, mescolato il tutto e via con l'inserimeto delle talee


Ed ose una buona bagnata, una posizione a mezz'ombra, dovrò curare umidità e illuminazione e tra qualche mese vi dirò quante hanno attecchito.


Due anni fa l'avevo fatto con la White Meilland e ha funzionato egregiamente, certamente ogni varietà ha una diversa attitudine a radicare quindi l'incognita è alta!

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