venerdì 31 gennaio 2014

Fiori del freddo. Prunus Subhirtella e Hamamelis Virginiana

Ecco altri due fiori del freddo.

Il nome con cui è conosciuto è Prunus Subhirtella Autumnalis, ma la vera varietà dovrebbe essere "Jugatsu-zakura"
E' un prunus giapponese che già in autunno apre i suoi primi boccioli ma è nelle giornate miti di pieno inverno che da il suo meglio. Quello dell'orto dei colori ha un 6/7 anni, per un po' l'ho tenuto in vaso come arbusto stagionale da tenere vicino a casa, poi cominciava ad essere un po' sofferente e un  paio d anni fa l'ho piantato in fondo all'orto nella zona in ombra creata dalle case del confine sud.
In quella zona solitamente la primavera e persino i bucaveve fioriscono con quasi un mese di ritardo, ma il prunus imperterrito fiorisce incurante di ombra e gelo


Lì accanto ho piantato un piccolo Hamamelis Virginiana che anche lui comincia a sbocciare i primi fiori, anche se il massimo lo darà verso metà febbraio quando allungherà i suoi petali e diffonderà nell'aria il suo profumo


Wikipedia ne parla così.

E' una pianta utilizzata in ambito erboristico e cosmetico soprattutto per le sue doti emollienti.

E in autunno le sue foglie prendono un colore rosso fuoco. Praticamente una pianta per tutte le stagioni!

giovedì 30 gennaio 2014

Fiori di gennaio. Iris e Ellebori

Chi l'ha detto che gennaio è povero di fiori?
Basta saperli cercare.
Nell'orto dei colori fioriscono iris e ellebori

Le iris che fioriscono in pieno inverno sono le unguicularis.
da Wikipedia UK

Nel mio orto ci sono da quasi trent'anni e quest'anno hanno iniziato molto tardi a fiorire, solitamente inizia a novembre ma quest'anno è questo il suo primo fiore.


Helleborus niger o Rosa di Natale.
Ne esistono decine di varietà e i miei amici Aldo e Dino ne hanno di bellissimi, io ho solo questi che si tramandano da decine di anni.
Non sono ancora in piena fioritura ma avvisano che l'inverno sta per finire
Wikipedia ne parla così


Sono considerate piante velenose in quanto contengono “elleborina” e altre sostanze alcaloidi tossiche e velenose (come del resto buona parte delle Ranunculaceae). Se ingerite in quantità possono provocare vomito, diarrea e arresto cardiaco (contengono glicosidi cardiaci). Il veleno può essere assorbito anche attraverso la pelle.

mercoledì 29 gennaio 2014

Ghiaccio di gennaio

L'acqua del laghetto  è ghiacciata, i giacinti d'acqua quest'anno non si son salvati nemmeno in casa, ma le infestantissime lenticchie d'acqua sopravvivono ad ogni gelo!


Chissà se la sotto ninfee e acquatiche varie saranno in buona salute?

martedì 28 gennaio 2014

I fiori dell'inverno: i Bucaneve o Galanthus Nivalis.

Dovrebbero "bucare" la neve, ma la neve non è scesa e loro sbocciano allegramente nel prato tra le foglie secche.
Eccoli!


La brina mattutina non li disturba assolutamente, ma danno il loro meglio quando il sole inizia a riscaldarli.


Un piccolo cenno alle leggende che circolano attorno a questo fiore da Wikipedia

Il nome del genere (“Galanthus”) deriva da due parole greche: “gala” = latte (bianco come il latte) e “anthos” = fiore.
Il nome specifico (“nivalis”) fa riferimento alla sua precoce fioritura in mezzo alla neve.
I riferimenti storici al Bucaneve si perdono nella “notte dei tempi”. Viene chiamato “Stella del mattino” perché è uno dei primi fiori ad apparire nel nuovo anno. Anche le feste religiose (sia cristiane che pagane) fanno riferimento a questo fiore: è una pianta sacra e simbolica per la festa della Candelora (2 febbraio); invece in Imbolc (antica festa irlandese del culmine dell'inverno – 1 febbraio) si dice che il colore bianco del bucaneve ricorda allo stesso tempo la purezza di una Giovane Dea (festeggiata in questa ricorrenza pagana) e il latte che nutre gli agnelli.
Tra le varie leggende anche Adamo ed Eva sono collegati al bucaneve: un racconto inglese narra che Eva scacciata dal paradiso terrestre fu presa dallo sconforto nel trovarsi su una terra buia e gelida, ma ben presto l'apparire di un bucaneve (grazie al miracolo di un angelo) le diede di nuovo forza e speranza.


lunedì 27 gennaio 2014

I giorni della merla

Stanno arrivando quelli che per tradizione sono chiamati i giorni della merla, ovvero i tre giorni più freddi dell'anno, anche se poi in pratica non è così


La solita Wikipedia al proposito ci ricorda che
"Una merla, con uno splendido candido piumaggio, era regolarmente strapazzata da gennaio, mese freddo e ombroso, che si divertiva ad aspettare che lei uscisse dal nido in cerca di cibo, per gettare sulla terra freddo e gelo. Stanca delle continue persecuzioni, la merla un anno decise di fare provviste sufficienti per un mese, e si rinchiuse nella sua tana, al riparo, per tutto il mese di gennaio, che allora aveva solo ventotto giorni. L'ultimo giorno del mese, la merla, pensando di aver ingannato il cattivo gennaio, uscì dal nascondiglio e si mise a cantare per sbeffeggiarlo. Gennaio se ne risentì così tanto che chiese in prestito tre giorni a febbraio e si scatenò con bufere di neve, vento, gelo, pioggia. La merla si rifugiò alla chetichella in un camino e lì restò al riparo per tre giorni. Quando la merla uscì, era sì salva, ma il suo bel piumaggio si era annerito a causa del fumo, e così essa rimase per sempre con le piume nere."


In pratica fin'ora il grande freddo ancora non si è visto e tranne queste brine mattutine le giornate sono piuttosto tiepide


Nell'orto in questi giorni ho ancora raccolto delle patate che non ero riuscito a raccogliere e tolte quelle superficiale che erano gelate, quelle più profonde erano bellissime e buonissime!
Si proprio in quell'area che vedete tutta bianca dietro al rosmarino


In questi giorni c'è tanta nebbia al mattino ma nelle ore centrali cominciano a vedersi i colori, peccato che l'orto sia così abbandonato, ma l'autunno scorso per me è stato proprio un periodo pesantino...


E un saluto da questo bellissimo cavolo tutto ricamato dalla brina.


lunedì 20 gennaio 2014

Voglia di primavera

E' inutile, si arriva a metà gennaio (quasi alla fine) e la voglia di primavera avanza...
Come fare? Semplice per pochi centesimi si acquista qualche vasetto di viole del pensiero al Vivaio di Eufrasia Burzio e come per magia la primavera sembra dietro all'angolo


E' purtroppo una primavera fittizia perchè se dovesse arrivare il vero freddo invernale quei meravigliosi petali a farfalla si rattrappirebbero fino ai primi tepori per poi riaprirsi.


Colori così belli come quelli delle viole di Eufrasia è molto difficile trovarli in commercio. Se passate da Moncalieri/Trofarello, non privatevi del piacere di andarla a trovare, ne vale la pena!


giovedì 16 gennaio 2014

Spathiphyllum

Questa pianta la si trova in tutte le case italiane, sarà perchè è indistruttibile, sarà per i bellissimi fiori bianchi, sarà perchè si trova su ogni bancarella ma è diffusissima.

E' una di quelle piante che mi vivono meglio in ufficio che a casa, la pianta che ho in ufficio anni fa riusì a farmi una ventina di fiori contemporaneamente.

E' una pianta idrovora! Tengo il vaso in una bacinella che riempio d'acqua due volte alla settimana e lei mi ricambia con foglie verdissime e spate bianche giganti, tanta luce per avere una buona fioritura (ma poi qual'è la pianta che vuole il buio per fiorire???)

Ecco la fioritura di oggi:


Questa la troviamo anche su Wikipedia italiana che ne parla così:
Spathiphyllum - genere delle Araceae Juss., sottofamiglia delle Monsteroideae, tribù delle Spathiphylleae, comprende circa 30 specie tropicali dalla forma elegante, che raggiungono il metro di altezza, con i fiori riuniti in uno spadice avvolto in una spata bianca o verdastra, note col nome comune di SpatafilloSpatifillo o anche Pianta cucchiaio per la caratteristica forma della spata floreale.
La loro particolarità è la totale mancanza di fusto: le foglie crescono infatti direttamente da un rizoma sotterraneo.
Tra le specie coltivate citiamo lo Spathiphyllum floribundum originario di Colombia, Ecuador, Panama e Venezuela, pianta perenne alta da 30 a 60 cm; lo Spathiphyllum wallisi originario di Panama, pianta perenne alta da 50 cm a 1,2 m a seconda della varietà, ha foglie lanceolate di colore verde-vivo lunghe circa 10-15 cm con un lungo e robusto picciolo di circa 15 cm, i fiori primaverili-estivi sono riuniti in una infiorescenza giallastra a spadice avvolta da una spata di colore bianco, in cima ad un peduncolo lungo fino a 50 cm.

Uso[modifica | modifica sorgente]

Come pianta ornamentale in vaso negli appartamenti.

Metodi di coltivazione[modifica | modifica sorgente]

Richiede ambienti caldo umidi e ombreggiati con temperature minime invernali non inferiori ai 12 °C, nella bella stagione concimare 2 volte al mese con fertilizzanti liquidi, frequenti annaffiature estive, diradate d'inverno, spruzzature quotidiane delle foglie, rinvasare ogni 2-3 anni usando terriccio universale misto a torba, per gli individui di grandi dimensioni si preferisce praticare una potatura delle radici anziché rinterrare.
Si moltiplica con la semina o la divisione dei cespi in primavera

Avversità[modifica | modifica sorgente]

  • L'eccesso di ristagno idrico provoca l'ingiallimento delle foglie
  • L'esposizione ai raggi solari diretti provoca macchie necrotiche sulle foglie esposte
  • Gli ambienti troppo umidi e con basse temperature possono favorire i marciumi radicali causati da funghi
  • È sensibile ad attacchi di afidi, acari e cocciniglia farinosa

Specie[modifica | modifica sorgente]

Il genere Spathiphyllum Schott comprende le seguenti specie:
  • Spathiphyllum cannifolium (Dryand.) Schott
  • Spathiphyllum cochlearispathum (Liebm.) Engl.
  • Spathiphyllum floribundum (Linden & André) N.E. Br.
  • Spathiphyllum grandifolium
  • Spathiphyllum hybrid
  • Spathiphyllum patinii (Mast.) N.E. Br.
  • Spathiphyllum wallisi Regel

mercoledì 15 gennaio 2014

Ceropegia Woodii, questa sconosciuta

In questo periodo invernale così povero di immagini esterne dell'orto dei colori vi parlo un po' di piante da interno note e meno note.

Oggi è la volta della Ceropegia Woodii.

E' un'esilissima liana che dai nodi forma piccoli tuberi dal quale partono nuove piante.
Il modo migliore per coltivarla è in cesti appesi in un ambiente non troppo secco ma luminoso, ma si sa, non sempre è possibile appendere cesti in casa e tanto meno in ufficio, quindi la mia è in un sottovaso in terracotta appoggiato a mo' di giardino zen sulla scrivania e i lunghi fusti li arrotolo su loro stessi.


Ha delle foglioline a cuore simili a quelle del ciclamino ma molto piccole.

Wikipedia italiana non la cita mentre la versione inglese la descrive così:

Ceropegia woodii

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera

Ceropegia woodii è una pianta fiorita in genere Ceropegia ( Apocynaceae ), originaria del Sud Africa , Swaziland eZimbabwe . A volte è trattata come una sottospecie della relativa Ceropegia linearis, come C. linearis subsp. woodii. 
La specie è stata scoperta nel 1881 da John Medley legno , curatore del Giardino Botanico di Durban , appeso da rocce Groenberg in Natal a un'altitudine di 1800 metri. Tredici anni dopo, nel 1894, ha inviato una pianta viva a Kew .Il suo finale abitudine, aspetto pulito e la tolleranza di abbandono, ha reso una pianta ideale per vasi sospesi.L'impianto che era stato inviato a Kew successivamente fiorito, fornendo il materiale per Piatto 7704 di Botanica Magazine Curtis pubblicato nel 1900. L'artista botanico prolifico Matilda Smith ha preparato il piatto, mentre il tassonomo Kew NE Brown ha prodotto una dettagliata descrizione, nominando la pianta del suo scopritore. [1]
Si tratta di un sempreverde succulento finale vite che cresce a 10 centimetri (3,9 pollici) di altezza e si estende a raggiungere fino a 2-4 metri (6 ft 7 in 13 ft 1 in) di lunghezza. Le sue foglie sono a forma di cuori, di circa 1-2 cm e lunghi. Se esposto alla luce sufficiente hanno un colore verde intenso, in condizioni di illuminazione insufficiente le foglie sono di colore verde pallido. Con l'età si sviluppa un legnoso chioma alla sua base. Le radici, e, occasionalmente, i gambi, spesso sviluppare tuberi. Sul steli queste forma ai nodi e sono probabilmente il motivo per il nome comune di vite rosario.
Il fiore è in forma generale simili a quelli di altre specie Ceropegia. La corolla cresce fino a 3 cm di lunghezza ed è una colorazione mista di bianco sporco e pallido magenta. I cinque petali sono un profondo viola.

martedì 14 gennaio 2014

Un po' di blu con la Saintpaulia o Violetta Africana

E quando uno è costretto a stare in ufficio invece che nel proprio orto si aggiusta con un vasetto sulla scrivania.

Questa è una Saintpaulia o violetta africana che rallegra la vista in questi giorni. Non è così semplice far rifiorire queste tenere pianticelle una volta finita la fioritura dell'acquisto.
Questa pianta per rifiorire ha bisogno di ricevere luce intensa ma non luce del sole che la brucerebbe.
Nel mio caso ho sulla scrivania la lampada da tavolo con una lampadina a led piuttosto potente e da quando l'ho messa lì sotto nel giro di un mese è rifiorita e ha un sacco di boccioli


Viene chiamata violetta africana ma con le viole non ha alcuna parentela.

Wikipedia ne parla così
Saintpaulia è il nome di un genere di piante della famiglia delle Gesneriaceae originarie dell'Africa.
Il genere prende il nome dal barone Walter Von Saint Paul-Illaire, il quale scoprì nel 1892 la specie più nota, la Saintpaulia ionantha, proveniente dalla Tanzania, più precisamente dalle montagne dell'Usambara. È stata chiamata violetta africana pur non avendo alcun rapporto di parentela con il genere Viola, ma semplicemente per le sembianze della pianta e per la zona d'origine della specie.
Questa specie ha avuto un grande successo come pianta d'appartamento, poiché non ha particolari esigenze di coltivazione e produce abbondanti e durevoli fioriture, doti assai rare tra le piante d'appartamento. In commercio esistono innumerevoli ibridi con fiori di vari colori tra cui biancorosa, viola eblu. Il colore bianco dei fiori può cambiare in rosa durante la fioritura.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Le Saintpaulia crescono orizzontalmente (sono piante praticamente acauli), formando una rosetta di foglie che continua a svilupparsi dal centro. Le foglie sono verde scuro nella pagina superiore e rosa nella pagina inferiore. Sono tondeggianti o leggermente frastagliate e sono sempre ricoperte da una fine peluria vellutata.
Le infiorescenze a cima bipara compaiono durante tutto l'anno dal centro della rosetta delle foglie. I piccoli fiori sono delicati ma la fioritura di un singolo stelo è molto duratura in quanto ai vecchi fiori si sostituiscono rapidamente i nuovi che sbocciano in successione.
Il fiore di Saintpaulia ha una forma semplice: è composto da cinque petali molto colorati in mezzo ai quali si notano le antere, di solito di colore sgargiante rispetto ai petali.

Metodi di coltivazione[modifica | modifica sorgente]

Le Saintpaulia prediligono una buona illuminazione ma non sopportano i raggi solari diretti che possono rovinare gravemente le foglie.
Crescono meglio in un terreno relativamente asciutto, tra un'annaffiatura e l'altra è necessario quindi attendere che il substrato si asciughi moderatamente. Per questo motivo è molto importante, quando è possibile, innaffiare la piantina dal basso riempiendo il sottovaso con un dito d'acqua (meglio se povera di sali), aspettando circa una decina di minuti e in seguito eliminando l'acqua in eccesso. Evitare di bagnare foglie e fiori che possono macchiarsi e marcire. Per spolverarle è consigliabile usare un pennello morbido asciutto.

Talea radicata

Moltiplicazione[modifica | modifica sorgente]


Ingrandimento di polline diSaintpaulia
Si possono riprodurre per talea fogliare. Si preleva una foglia sana, tagliandone il picciolo alla base e e la si fa radicare in acqua o, preferibilmente, in terra. Se necessario, si potrà ridurre l'evaporazione eccessiva aiutandosi con un foglio o una busta di plastica trasparente. Dopo che la foglia avrà messo radici, produrrà un intero esemplare partendo dalla base del picciolo reciso. Dovrebbe arrivare alla fioritura nel giro di circa di otto mesi.

Malattie e parassiti[modifica | modifica sorgente]

In generale, le Saintpaulia sono piante abbastanza robuste e vengono raramente attaccate da insetti parassiti.
La minaccia più importante è invece data dagli attacchi fungini che in generale si presentano in casi di elevatissima umidità ambientale e del substrato, mancanza di ventilazione e di luminosità. È importante prevenire questi attacchi dosando molto bene le innaffiature e l'umidità ambientale.
In caso di attacco da marciume radicale (provocato da Fusarium, da Thielaviopsis basicola e Phytium) i primi sintomi sono macchie marroni sulle foglie che si espandono e portano al rapido deperimento della pianta. Le zone limitrofe al colletto e al picciolo potrebbero essere attaccate dal Botrytis cinereacausando la muffa grigia tipica di questo crittogame.
In caso di attacco crittogamico eliminare subito le parti colpite e trattare con prodotti anticrittogamici specifici contro l'agente patogeno.
Ricordarsi sempre che le foglie vellutate si macchiano se vengono bagnate, quindi la somministrazione dei fitofarmaci dovrebbe evitare la vaporizzazione di soluzioni sulla pianta.

lunedì 13 gennaio 2014

Lavori in corso - Potature

Continuano le potature delle rose rampicanti lungo il muro di mattoni, mentre la Pierre de Ronsard era vigorosissima, le altre, per colpa dei pini che sottraevano tutta la luce sono debolissime e avevano l'80% di rami secchi.


Una rosa rossa a mazzetti che non ero mai riuscito ad identificare è morta del tutto, mentre la Peace era invasa dai selvatici e dei rami buoni non ho potuto salvare un granchè, la Whisky ha quattro rami esili esili ma pare in buona salute.



Ora non mi resta che murare le staffe divelte (ho già malta e attrezzi pronti) tagliuzzare tutti i rami di risulta per il compost poi si comincerà a sistemare l'insieme.
Ah come vorrei essere a casa quando non è buio, questi son lavori che dopo una giornata di lavoro e al buio non è così facile fare.

venerdì 10 gennaio 2014

Bacche invernali viola

Le bacche della callicarpa non sono ancora cadute tutte e incorniciano la zona che quest'anno saè più soggetta a modifiche.


Quel lungo muro di oltre 20 metri dovrà di nuovo diventare una tavolozza per le rose rampicanti che a causa dei pini non prendevano abbastanza luce e deperivano anno per anno, ora con maggior luce dovrebbero riprendersi.

Nell'ovale lasciato dai pini ho deciso di metterci la collezione di Hosta. Purtroppo il terreno è pieno di radici  e di tronchi quindi sono costretto a fare un'aiuola rialzata con i bordi di legno, riportare terra buona e piantare le Hosta.

giovedì 9 gennaio 2014

Pioggia di gennaio nell'orto dei colori

Pioggerellina lieve leve in questo inverno tiepido

 Struttura dell'orto dei colori con l'allineamento del sentiero principale con l'arco della siepe di taxus


 Prospettiva dalla tettoia delle auto


Siepe di lauro ceraso che separa il prato dalla rotonda delle rose


Ingresso della rotonda delle rode da dietro ai banani rinsecchiti dal freddo.


Atmosfere di pioggia


mercoledì 8 gennaio 2014

Potatura Rosa Pierre de Ronsard

Più che potatura è un massacro, purtroppo era cresciuta talmente che ha divelto le staffe murate, quindi ho voluto procedere ad una drastica potatura anche se è molto presto per evitare grandi danni in caso di nevicata copiosa.


Praticamente ho tolto tutti i tronchi (ce n'era uno che superava i 10cm di diametro) e ho lasciato tre rami giovani dell'anno scorso per parte mentre nel centro un paio di rami robusti.


Nei prossimi giorni dovrò murare nuovamente le staffe e tirare il fili di ferro al quale legare i rami, ma se nevica non c'è più alcuna superfice che fermi la neve.

La zona di questo muro è quella dove c'erano i pini che ho tolto il mese scorso, ora anche le rose con più luce vegeteranno senz'altro meglio di prima.

martedì 7 gennaio 2014

Hippeastrum rosso scuro

Ed ecco che è anche fiorito l'hippeastrum rosso scuro del quale vi parlavo qualche giorno fa.

Fotografare il rosso è piuttosto complicato e son dovuto ricorrere la mia vecchia Canon che è molto più affidabile nel controllo dell'esposizione.

Mi sembra di essere riuscito a ottenere la tonalità piuttosto veritiera.


Purtroppo l'iridescenza dei petali non è così riproducibile in foto


Si, è proprio un bel colore!


lunedì 6 gennaio 2014

Controluci invernali

Che belle le luci invernali del mezzogiorno, chiare, fredde ma quasi profumate.


Il sole basso sull'orizzonte crea effetti che in estate si possono solo apprezzare all'alba e al tramonto


 E colori sono vividi, molto più vividi che nelle altre stagioni.


Inoltre si riesce a valutare meglio la struttura del giardino e si riesce a studiare eventuali variazioni da apportare.

domenica 5 gennaio 2014

Una Mahonia, macchia di colore nell'inverno

Tempo fa in un emporio ho trovato una splendida Mahonia, per ora è ancora in vaso e non le ho ancora trovato il posto ideale.


Il suo pregio è la fioritura invernale il suo difetto le foglie spinose.


Cercando in rete indicazioni sul terreno ideale ho trovato queste interessanti notizie nel sito "Inseparabile" :

La maonia simboleggia la "diffidenza", forse per il fatto che le sue foglie sono munite di numerose spine.

Storia.
Il nome scientifico Mahonia ricorda Bernard M'Mahon, un orticoltore irlandese nato verso la fine del Settecento e fuggito per ragioni politiche dall'Irlanda in America dove si arricchì con il commercio delle piante.
Comunemente la maonia si chiama anche "frutta dell'Oregon".
In alcune regioni i frutti della maonia della specie M. aquifolium vengono considerati commestibili e impiegati per la preparazione di una marmellata acidula, di liquori e di un particolare vino; i rizomi, invece, che contengono diversi alcaloidi, vengono sfruttati in farmacia per le loro qualità toniche. In montagna si usa preparare un decotto di corteccia di M. repens per combattere gli attacchi di febbre o i disturbi di fegato.

Descrizione.
La famiglia: Berberidacee.
Il genere comprende circa 50 specie.
L'origine: Asia, America settentrionale e centrale.
L'aspetto: arbusti sempreverdi o piccoli alberi.
Le foglie sono alterne, composte da foglie secondarie munite di grosse spine; il colore, verde scuro, in autunno si muta in bronzo, porpora, bruno ramato.
I fiori, riuniti in lunghe spighe, partono dalla cima dei rami e dall'ascella delle foglie; il colore è giallo vivo.
La fioritura avviene in primavera, in estate o all'inizio dell'autunno.
I frutti sono a forma di bacca possono essere nero-blu, violacei o rossi, secondo le specie; raggiungono il momento di maggior effetto ornamentale nel tardo autunno.
L'utilizzazione: come siepe, per ciuffi isolati, per grandi roccaglie, pendii e scarpate, oppure per la decorazione del balcone, purché si coltivi in grandi cassette.

Esigenze e cure.

L'esposizione: al sole o a mezz'ombra.
Il terreno: normale da giardino, meglio se mescolato a ¼ di sabbia.
Coltivare la maonia è facilissimo, purché si annaffi abbondantemente nella stagione estiva, quando la pianta esige terreno, piuttosto umido. In genere, è consigliabile annaffiare ogni due giorni, calcolando mezzo secchio per arbusto di media statura.
Per pinte più sviluppate la dose di acqua dovrà essere naturalmente aumentata.

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